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Conoscere la Sardegna
ITINERARI TURISTICI

Da fare in auto oppure in moto, un mix di natura, arte, archeologica, storia

* DOLCI BARONIE
nella parte nord orientale sopra il Golfo di Orosei, una terra dolce di collline, fiumi, frutteti e spiagge bellissime. Paesi antichi, boschi, mufloni e panorami bellissimi. 
* NELLA VALLE DEI NURAGHI
da Bonorva a Borutta, tra imponenti nuraghi, misteriose tombe preistoriche scavate nella roccia e splendide chiese medievali in aperta campagna.
* L'OGLIASTRA DIETRO LA COSTA
dal mare alla montagna in pochi minuti. Questa è l'Ogliastra.
Lungo la Ss125 da Tortolì a Dorgali, una delle strade più panoramiche d'Italia.

LE DOLCI BARONIE

Prenditi 3 giorni di vacanza e scopri le Baronie.
Una terra dolce di collline, fiumi, frutteti
e spiagge bellissime.

Rallenta e gironzola per i centri storici di Galtellì, Orosei, Posada fra i più integri di tutta la Sardegna.

E fai un escursione sul Mont'Albo, il gigante bianco, o sul Monte Tuttavista: boschi, specie rare, aquile, mufloni e panorami bellissimi. 

* DOVE SONO?
* MUOVERSI
* LUNGO LA COSTA
* DIETRO LA COSTA
* CENTRI SORICI 

DOVE SONO?

Le Baronie sono un'area geografica compresa nella Provincia di Nuoro.
Si estendono lungo la costa orientale.

I confini dell'area possono essere identificati a sud-est con l'ultimo tratto del fiume Cedrino; a ovest dalla imponente catena del monte Albo; a nord dal confine tra Provincia di Nuoro e Provincia di Sassari.

La Bassa Baronia comprende il territorio di Orosei, Galtelli, Loculi, Irgoli, Onifai.
L'Alta Baronia comprende i paesi di Siniscola, Posada, Torpé, Budoni, S. Teodoro.
MUOVERSI

Le principali starde che attraversano le Baroie sono:

* la ss 131 bis direzione Olbia;
* la ss 129 che da Nuoro conduce fino ad Orosei;
* la ss 125 che percorre tutta la costa orientale della Sardegna. 

Le prime due sono vie di avvicinamento ai centri da visitare,
mentre la 125 è un vero e prorio itinerario: attraversa molti paesi e costeggia tutto il litorale.

MUOVERSI

Le principali starde che attraversano le Baroie sono:

* la ss 131 bis direzione Olbia;
* la ss 129 che da Nuoro conduce fino ad Orosei;
* la ss 125 che percorre tutta la costa orientale della Sardegna. 

Le prime due sono vie di avvicinamento ai centri da visitare,
mentre la 125 è un vero e prorio itinerario: attraversa molti paesi e costeggia tutto il litorale.

LUNGO LA COSTA 

Lunghe spiagge di incomparabile bellezza, perle di sabbia finissima ornate qua e la di granito e porfido rosso. Protette da pinete e ginepri secolari piegati dal vento.

Stagni litoranei che offrono libertà a fenicotteri rosa, aironi e altri uccelli palustri.
Dune sabbiose che evocano altri continenti.
Acque dai colori travolgenti che vanno dal turchese al verde smeraldo fino al blu cobalto. Intensi profumi nell'aria: sono le essenze della macchia mediterranea liberate nell'eria dal sole primaverile ed estivo.

Assolutamente da non perdere:

* a Orosei
le spiagge di Osalla, Cala Ginepro, e l'oasi protetta di Bidd'e Rosa;
* a Siniscola
la spiaggia dei Confetti nella frazione di S. Lucia; le dune di Capo Comino; la spettacolare spiaggia di Bèrchida;
* a Posada
la spiaggia di Orvile con l'imponente pineta alle spalle;
* a Budoni
la lunghissima spiaggia di sabbia bianchissima;
* a San Teodoro
le famosissime spiagge:
La Cinta, Cala Brandinchi
e lo splendido promontorio di capo Coda Cavallo. 

DIETRO LA COSTA

Le Baronie sono una terra dolce.
Le colline morbide si alternano alle piane alluvionali generate da numerosi corsi d'acqua che da ovest scendono verso est gettandosi in mare.

Fiumi e stagni
I fiumi più importanti sono:

* il Cedrino, che nella sua corsa attraversa i paesi di Galtellì e Orosei e sfiora i centri di Loculi e Onifai
* il rio Posada che scorre nelle vicinanze del paese e ha generato l'omonima piana. 

Gli altri corsi d'acqua sono per lo più a regime torrentizio, impetuosi durante la stagione delle piogge e secchi d'estate. Il loro incontro con la costa genera lunghi stagni litoranei di acqua salmastra.

Il corso dei fiumi e dei ruscelli è marcato, d'estate, dalla lussureggiante vegetazione che cresce lungo le rive e in particolare dai colori pastello degli oleandri selvatici.

L'alternarsi di piane e colline è rotto da due imponenti bastioni calcarei, il monte Tuttavista e la catena del Mont'Albo.

Il monte Tuttavista
si erge per circa 800 msl in territorio di Galtellì:
domina tutta la pianura ed è famoso per il monumento naturale conosciuto come "sa preta istampata", un gigantesco foro naturale nel mezzo di una parete rocciosa alta 40 m.

Sulla sua cima è stato posizionato un crocifisso bronzeo tra i più alti al mondo: l'opera è' stata realizzata dall'artista spagnolo Pedro Terron Manrique, responsabile dell'Accademia delle Belle arti di Madrid ed è una copia di quella lignea custodita da oltre 600 anni nella chiesa parrocchiale di Galtellì.

La catena del Mont'Albo
è il più importante massiccio della zona.
E' lunga circa 10 km, con cime che superano i 1000 msl.
La roccia è calcarea, bianca, aspra. Il lato est è sfiorato dalla ss 131 bis.

Lungo i pendii boschi di leccio e fillirea, ginepri e olivastri secolari, ma anche desolate distese lunari di roccia.
Qui vivono mufloni, cinghiali, capre inselvatichite rapaci di vario tipo e l'aquila reale.

CENTRI STORICI 

I centri storici di alcuni paesi delle Baronie sono fra i più belli della Sardegna.

Galtellì
E' fra le strette viuzze del paese che il premio Nobel Grazia Deledda ambientò il suo più famoso romanzo, Canne al Vento: è facile riconoscere i luoghi, i personaggi e le case descritte dalla Deledda.

Visitate la casa delle Dame Pintor e il cortile con il vecchio pozzo. A poca distanza dalla casa si trova la Chiesa di San Pietro, del XI e XII secolo.

Non perdete il crocifisso ligneo del XII secolo conservato nella parrocchiale del SS Crocifisso.

Nella parte alta del paese il Castello Guazzetti, palazzo nobiliare dell'800, oggi centro culturale.
Nel cuore di Galtellì il Museo Etnografico, realizzato in un'antica e tipica abitazione baroniese, Sa domo de sos Marras. 

Orosei
Ben conservato anche il centro storico di Orosei
con la chiesa di San Giacomo e quella di S. Antonio Abate con annessa torre difensiva.

Il santuario della Madonna del Rimedio con le Cumbessias, stanze che accoglievano i fedeli nel periodo delle funzioni principali, è situato all'uscita del paese in direzione di Galtellì.

Poi i bei palazzi della ricca borghesia ottocentesca e le vecchie prigioni, tutti nel centro del paese, a poca distanza da piazza del Popolo.

Posada

Eccezionale anche il nucleo medioevale di Posada: una rocca abbarbicata su uno spuntone calcareo.

Viuzze strette e ripide salgono tra antiche dimore fino al Castello della Fava (XII sec.), dal quale si domina la verde piana alluvionale. Il panorama è davvero affascinante.
La visita al castello è guidata.

A S. Giovanni, frazione di Posada, e a S. Lucia,
lungo la costa, vedrete le torri di avvistamento del periodo spagnolo, che costituivano ul baluardo difensivo contro i saraceni.

Infine, di notevole interesse paesaggistico, la visita al vecchio faro di Capo Comino, ormai abbandonato, situato su uno sperone roccioso posto sopra l'attuale faro.
Grande panorama. 

NELLA VALLE DEI NURAGHI
Itinerario da Bonorva a Borutta

Tra imponenti nuraghi, misteriose tombe preistoriche scavate nella roccia e splendide chiese medievali in apera campagna
Se ami l'archeologia e l'arte questo è uno degli itinerari classici.

>dove: Sardegna centro-nord; provincia di Sassari; zona Logudoro
>km: 65 circa
>durata: una giornata
>spunti: archeologia, arte

* BONORVA: LA NECROPOLI PREISTORICA
* TORRALBA: I GRANDI NURAGHI
* BORUTTA: LA CHIESA ROMANICA

BONORVA: LA NECROPOLI DI S. ANDREA PRIU

Raggiungiamo Bonorva da Cagliari:
S.S. 131 sino all'altopiano di Campeda, poi svoltiamo al bivio per Bonorva.
Dopo 2 km siamo in paese.

La grande necropoli 
Bonorva sorge ai piedi dell'altopiano di Campeda.

Arrivando dalla S.S. 131 dobbiamo attraversarlo per intero e a circa 5 km dal paese, sulla strada che conduce alla foresta di Burgos, arriviamo alla grande necropoli preistorica di Sant'Andrea Priu.

Tante domus de janas scavate in una rupe di rachite rossa. Sono chiamate domus de janas (case delle fate) le tombe scavate nella roccia dagli uomini della Cultura di Ozieri che vivevano in Sardegna nel neolitico (3000 a.C.).

Ci sono circa 20 tombe formate da ambienti intercomunicanti: riproducono le antiche capanne con tetto a doppio spiovente.

Fra tutte spicca la cosiddetta "Tomba del Capo", composta da ben 18 ambienti con pilastri, dipinti e graffiti.
La tomba è stata in parte riutilizzata come luogo di culto in epoca altomedievale: ancora oggi notiamo tracce di affreschi di età bizantina.

Sormonta la rupe un masso trachitico in forma di toro, forse con significato rituale.

Tornando verso Bonorva
ci fermiamo alla fonte nuragica di Su Lumarzu, non lontana dalla chiesetta romanica di San Lorenzo. Siamo in località Rebeccu, un piccolissimo paese-museo dove le case sono ancora piccole e basse, a una sola stanza. Il comune di Bonorva si occupa di preservare questa preziosa testimonianza della vita rurale in Sardegna.

Ci concediamo una pausa e pranziamo al ristorante Su Lumarzu:
assaggiamo su pane a fittasa, un piatto fatto con su zicchi, una specie di spianata liscissima, condito con brodo, sugo e pecorino grattuggiato.
A seguire, cinghiale in umido e lepre del Marghine a succhittu.
Accompagnamo il tutto con un bel rosso robusto.

TORRALBA E I GRANDI NURAGHI

Verso Torralba
Lasciata Bonorva rientriamo sulla statale 131 in direzione Torralba. Siamo in uno dei territori più ricchi di storia della Sardegna.

Torralba
Arriviamo facilmente in paese dopo aver lasciato la Carlo Felice.
Situato ai piedi del monte Mura, Torralba è un centro agricolo di notevole interesse archeologico.

A breve distanza dal paese, molto vicini tra di loro troviamo il nuraghe Oes e la reggia nuragica di Santu Antine.

Il nuraghe Oes ha tre piani. E' noto per la scala che permette di passare da un piano all'altro: è una spirale perfetta che sale all'interno del muro senza interruzioni.
>per saperne di più vai alla scheda

Poco distante incontriamo il nuraghe di Santu Antine: è uno dei nuraghi più grandiosi della Sardegna, risale al 1500 a.C. La grande torre centrale a tre piani, il massiccio bastione, il cortile, il pozzo e i bellissimi i camminamenti di ronda. Quando fu costruito, più di 3500 anni fa, era alto circa 22 metri: la più alta costruzione del Mediterraneo dopo le piramidi.
>per saperne di più vai alla scheda

Torniamo in paese per visitare il museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu, lungo la strada principale.

Prima di ripartire visitiamo la chiesa di Nostra Signora di Cabu Abbas: una basilica con impianto romanico (XII secolo) realizzata in conci di calcare bianco e ornata da una cornice di archetti trilobati. 

LA BELLISSIMA CHIESA DI BORUTTA

Verso Borutta
Dalla statale 128, all'altezza di Bonnanaro deviamo nella provinciale che porta a Borutta.

Borutta
Arriviamo in paese dopo pochi km. Borutta sorge alle falde del monte Pelao: il monte Pelao, come glia altri rilievi di questa zona ha forma tabulare ed è di origine vulcanica.

Al limitare dell'abitato, sopra una collina troviamo la Basilica di San Pietro di Sorres, una delle più belle e suggestive costruzioni medievali dell'isola.
La chiesa risale all'XI secolo. Bellissimi i colori: il calcare dorato, il calcare bianco e la trachite nera disegnano bande chiare e scure. Il risultato è di grande eleganzza.
>per saperne di più vai alla scheda 

 

per informazioni: info@cala-girgolu.it - tel 340-1597449